MOSTRA FOTOGRAFICA: 62° CONGRESSO NAZIONALE FIAF - Centro Internazionale Arti Plastiche San Francesco, Carrara. Mercoledì 5 maggio ore 17.00: apertura Segreteria Congresso e ore 18,00: inaugurazione Congresso e Mostre.
Il congresso FIAF, rappresenta un importante evento dedicato all’arte ed alla fotografia, che ogni anno si svolge in una città italiana: lo scorso anno Recanati, quest’anno Carrara, il prossimo anno toccherà a Torino.
L’iniziativa è organizzata dalla FIAF, dal Club Fotografico Apuano, col patrocinio di Comune di Carrara, Fondazione Cassa di Risparmio di Cararra, Provincia di Massa Carrara, Camera di Commecio, Regione Toscana, APT, Prefettura di Massa Carrara.
Un appuntamento imperdibile per tutti i fotoamatori di alto livello, provenienti da tutta Italia: tante le iniziative, consultabili nel programma in allegato, tra cui proiezioni, workshop a cura di Antonio Manta, professionista della stampa digitale e l’esposizione di oltre 400 fotografie al Centro Internazionale Arti Plastiche San Francesco (l’ingresso alle mostre e alle iniziative non riservate ai congressisti è libero).
Le informazioni sul sito dedicato al congresso www.congressofiafcarrara.it
Mercoledì 5 maggio ore 17.00: apertura Segreteria Congresso e ore 18,00: inaugurazione Congresso e Mostre.
Fonte della notizia: http://www.comune.carrara.ms.it/News.aspx?id=1745
Angeli in volo. Mostra di fotografia e poesia. Paolo Maggiani, fotografie e Roberto Maggiani, poesie. Battistero del Duomo di Carrara - inaugurazione 2 maggio ore 15.30.
Concerto di musiche rinascimentali e barocche della nota musicista torinese Gabriella Perugini, con tiorba e liuto, intorno alle poesie di Roberto Maggiani, la voce recitante sarà di Marzia Dati mentre la piccola Federica Dallolio effettuerà una sua coreografia ad interpretazione della poesia l’Angelo delle maree.
“ingresso libero”
La mostra è organizzata dalla Associazione Culturale La Poltrona di Sophia, con il riconoscimento della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (F.I.A.F.) e il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Carrara. L’evento è inoltre sostenuto dalla rivista letteraria on line www.LaRecherche.it.
Info: www.paolomaggiani.it
Fonte della notizia: http://www.aptmassacarrara.it/page.asp?IDCategoria=422&IDSezione=9483&ID=377178
Kaori Miyayama, Tra Qua e La’. Presentazione di Tomaso Trini - Inaugurazione martedi’ 27 ore 18.00 - Derbylius libreria galleria, via Pietro Custodi 16 - Milano.
Puo’ darsi che il titolo -tra Qua e Là- preceda il nostro incontro con la mostra di Kaori. Che indica, cosa abbraccia? Un vallo, un intervallo, una distanza? Certamente, una direttrice. Qua e Là (con la maiuscola) sono entità, non confini ne’ bordi. Là e’ cio’ che sta. Qua e’ cio’ che sta.
I nuovi artefatti riuniti da Kaori Myayama in questa mostra sono straordinari - se ci fate caso. Nella dimensione spaziale e temporale di una mostra concepita come environment vediamo panoramiche fotografiche che stanno per pitture e costrutti cartacei piu’ o meno intagliati che stanno per sculture. E’ una sinfonia di visioni delicate, dai colori tenui e dalla massa quasi trasparente. In tale ambiente, necessariamente ristretto come ogni intervallo, possono succedersi perlomeno tre incontri possibili.
L’uno e’ il -tra Qua e Là- interpersonale, ossia la pausa, quando non il silenzio, fra soggetti diversi -e’ il tipo di silenzio che in Giappone chiamano MA. E’ su questo complesso argomento che Kaori si e’ laureata con me a Brera; anzi, sulla -percezione del silenzio tra Giappone e Occidente-. Chi vorrà, potrà saperne di piu’ leggendo la pubblicazione della sua tesi davvero stimolante. MA -definisce una entità fra-, ha scritto l’artista, -un tempo fra due eventi, uno spazio fra le cose, una pausa tra suoni, la relazione fra due persone o anche fra due momenti diversi nell’attitudine di uno stesso soggetto.-
Cio’ implica un altro intervallo che e’ proprio di un artista: quello tra vita e arte. Invece di dividerle o mescolarle, Robert Rauschenberg disse una volta che lui lavorava -in the gap between art and life-. Penso che Kaori condivida questa posizione. Dal MA si passa al divario (gap) e da questo si scorre lungo l’inclusione del tutto tondo, sulla sfera delle manifestazioni che girano e tornano di continuo. Le panoramiche espanse presentate da Kaori sono curve per un principio sferico, e tale percezione le rende tanto vere quanto belle. La Terra e’ una superficie che non ha bordi ne’ confini pur essendo finita. Cosi’ sono le visioni di Kaori, che mi rimandano al telescopio: superfici espanse da un globo e dunque globali. Per contro, gli oggetti cartacei producono coriandoli intagliati sotto un microscopio.
Inaugurazione martedi’ 27 aprile ore 18
Derbylius libreria galleria
archivio internazionale d’arte di Carla Roncato
via Pietro Custodi (Vicolo) 16 - 20136 Milano
Orari: da martedi’ a sabato 14.00 - 19.00 orario continuato
o su appuntamento
Ingresso libero
Fonte della notizia: www.undo.net
Giulio De Mitri, La luce come corpo a cura di Bruno Corà. Galleria Peccolo - Piazza Repubblica 12, Livorno
Sabato 24 aprile si è inaugurata la mostra personale di Giulio De Mitri, intitolata La luce come corpo.
L’artista espone installazioni e tecno-light-box.
-…De Mitri ha reso evidente - come scrive il curatore Bruno Corà nella presentazione in catalogo - come sia insito nel suo percorso ideativo lo sconfinamento della valenza oggettiva dell’opera verso la qualità -ambientale’, cioe’ verso dimensioni sempre variabili del lavoro e delle installazioni in relazione al contesto; poiche’ quanto deve essere -accolto’ e reso significativo e’ il senso dello spazio che scaturisce dall’introduzione fisica dell’opera nei luoghi . Tale carattere appare evidente in ogni sua creazione, proprio per quell’appartenenza al grembo di cultura e fisicità che il mondo della Magna Grecia ha sempre espresso, e per la consapevolezza che ne deriva a ciascun erede spirituale di quei luoghi; tanto piu’ se - come nel caso di De Mitri, artista autenticamente motivato - la profondità sorgiva della scaturigine poetica e’ abissale e insondabile ma tuttora attiva. …Cosi’, ben si spiega perche’, da un certo numero di anni, ne elabori diverse morfologie che offrono i molteplici aspetti con cui essa, nell’apparire, prende corpo-.
Per l’occasione la Rubbettino Arte Contemporanea ha edito un catalogo nella collana Iconica (cataloghi, biografie, memorie) contenente testi critici di: Rosalba Branà, Bruno Corà, Lorenzo Canova, Luigi Paolo Finizio, Barbara Tosi, un apparato iconografico e note bio-bibliografiche sull’artista.
Immagine: Giulio De Mitri, Mediterraneo
Galleria Peccolo
Piazza Repubblica 12, Livorno
Orari: da martedi’ a sabato 10-13, 16-20, festivi e lunedi’ chiuso
Ingresso libero
Fonte della notizia: www.undo.net
Choi Yoon Sook, Profili di corpi sognati - Centro Leonardo Da Vinci, P.zza Indipendenza 1, San Dona’ di Piave - Venezia.
Choi Yoon Sook, artista di origine coreana che da alcuni anni vive in Italia, e’ la dimostrazione di quanto la contaminazione di culture diverse possano trovare una perfetta fusione ed armonia nell’arte. Durante la sua permanenza nel nostro paese, Choi Yoon Sook, ha svolto un importante lavoro di ricerca e di esecuzione nella lavorazione del marmo che e’ sfociato e si e’ concretizzato in opere dove il fascino della tradizione si fonde con l’originalità del presente, dove l’arte antica della scultura si rinnova nella ricerca tipica dell’arte contemporanea.
Una scultura, la sua, dove il tutto e’ impregnato di un’umanità viva, pulsante, emozionante; la figura umana, racchiusa in pochi tratti essenziali ma accurati, e’ fissata nello spazio in posizioni dinamiche, studiatissime, ma allo stesso tempo naturali e leggere. E’ il frutto di una coscienza fondata nel presente ma, eredità di un’immensa storia umana in continua evoluzione.
L’Amministrazione Comunale, nel suo progetto di creare un museo all’aperto, un luogo d’incontro artistico naturale, ha realizzato il Giardino Agorà, nel quale dal 2008 e’ stata collocata una scultura monumentale di Yoon Sook, in marmo bianco di carrara, intitolata -Libero-, entrata a pieno titolo a far parte della quotidianità della gente. Libero, 240 cm, statuario, 2006. Essa accoglie il visitatore, offrendo occasioni di raccoglimento, di svago e rilassatezza, e pur conservando la sua anima artistica e’ diventata funzionale all’ambiente e ai desideri di chi lo frequenta.
L’Assessore alla Cultura Prof. Piero Furlan
Osservando le opere scultoree di Choi Yoon-Sook si intuisce subito come il soggetto principale della sua ricerca artistica sia l’essere umano. I suoi lavori rappresentano esseri umani ideali, capaci, in primo luogo, di esprimere intrinsecamente emozioni e sensazioni e di muoversi in modi articolati e, in secondo luogo, di comunicare e coinvolgere gli altri uomini che con esse si relazionano.
Queste due peculiarità, nel contesto stesso di ogni opera, danno vita ad un dialogo attraverso il quale la scultura assume una duplice valenza: da un lato essa favorisce un particolare coinvolgimento interiore nel fruitore tramite una simbiosi intellettuale ed emotiva con il significato che essa incarna, dall’altro, si arricchisce, come si evince in determinate opere, di funzionalità pratica e fruibile in grado di soddisfare le necessità fisiche dell’uomo quali il gioco o il riposo.
L’artista, per dar vita a questa relazione antropocentrica, si avvale di forme esili, slanciate, nelle quali i tratti somatici cedono il passo ad una stilizzazione antropomorfica totalizzante e comprensibile da chiunque, impostando l’opera su grandezze monumentali destinate ad inserirsi in ambienti adatti all’aggregazione umana, come i luoghi aperti delle piazze, travalicando percio’ lo spazio conviviale della casa. Oltre a queste caratteristiche derivanti dalla concezione filosofica dell’artista, Choi Yoon-Sook infonde nelle sue opere un’accattivante dimensione estetica che non solo e’ tesa ad esaltare maggiormente la visione e la comprensione del soggetto, ma anche, nel corso del tempo, si impone come un carattere identificativo del suo fare scultura.
Tale estetica e’ il risultato della fusione, da parte dell’artista, della sua grande maestria tecnica ed esecutiva, di un’innata versatilità nell’uso degli attrezzi e di un’ampia conoscenza dei vari materiali, tanto che, a volte, quest’ultimi, grazie a colori e venature, addirittura si trasformano in suggeritori della forma da realizzare. Nascono cosi’ sculture impostate su forme lisce che dialogano con lo spazio che le circonda, strutturate sulle alternanze dei pieni e dei vuoti e percorse nelle membra da cavità che catalizzando e riflettendo la luce, anche se flebile, amplificano questa dimensione percettiva, come si vede in opere quali -Panchina- o -Scivolo-, oppure strutture apparentemente semplici ma in realtà articolate nell’esecuzione e nei rapporti statici, quali ad esempio -Ego-.
Sembra che la compresenza dei vari tematismi, la versatilità tecnica, le policromie dei materiali evidenzi in Choi Yoon-Sook la necessità di infondere nelle sue sculture un’atmosfera ludica la quale possa far scaturire nell’osservatore un momento di serena e piacevole riflessione e di amicale interrelazione tra gli esseri umani.
Prof. Siro Perin
Inaugurazione sabato 24 Aprile 2010, ore 18.30
Centro Leonardo Da Vinci
P.zza Indipendenza 1, San Dona’ di Piave (Ve)
Orari: da martedi’ a sabato dalle 16 alle 19
domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19
Ingresso libero
Fonte della notizia: www.undo.net




