Eroticamente, a cura di Filippo Rolla mostra d’arte collettiva organizzata dall’Associazione Culturale Artage e dal Laboratorio di Scultura SGF - Torano, inaugurazione sabato 1 agosto - ore 21.30 ingresso esclusivamente su invito.

Disegno: Susan Loewenherz

L’Associazione culturale Artage in collaborazione con il Laboratorio di Scultura SGF di Torano presenta la mostra d’arte dal titolo Eroticamente a cura di Filippo Rolla.

Eroticamente

Eroticamente vuol essere un incontro di relazioni tra la visione del mondo erotico e le esperienze soggettive dei 36 artisti invitati, e al contempo un omaggio alla divinità dell’Amore, Eros, così ben definita da Platone nel dialogo col titolo Simposio.
In esso infatti Platone diede ad Eros un ruolo nuovo rispetto alla tradizione che vedeva e sentiva la divinità dell’Amore come simbolo della coesione interna dell’universo e della forza attrattiva che spinge gli elementi della natura ad unirsi tra loro.
Così Eros da una parte diventò sinonimo di amore del sapere, inteso come filosofia di vita, e dall’altra il medium per eccellenza della comunicazione, cioè il messaggero tra le divinità e gli uomini e viceversa.
Pertanto voglio associare e rendere partecipe all’essenza del mondo artistico contemporaneo questo nuovo aspetto platonico connotante proprio la natura di Eros, oggi sempre presente ed attuale.
Quindi in filosofia, come nel mondo dell’arte ove si mantenga sullo sfondo una dimensione ontologica della verità o delle verità, Eros assume una forma di forza vitale che muove la curiosità di ricerca dei sensi e del pensiero. Una curiosità ed una meraviglia che vivono dentro di noi e ci spingono all’azione conoscitiva ed all’idea di un amore come forma di conoscenza verso il mondo esteriore ed interiore, e al contempo ad un’attività artistica verso le relazioni che diventano forma della ricerca.
Questa peculiarità di Eros è insita nella sua origine ed essenza che narrò Socrate per bocca di Diotima sacerdotessa di Mantinea, nel simposio a casa di Agatone, dicendo che quando nacque Afrodite, gli dèi si riunirono a banchetto, e c’era fra loro Poros, figlio di Metis. Terminato il pranzo, arrivò per mendicare, data l’occasione festiva, Penia , e girava intorno alle porte.
Ordunque Poros, ubriaco di nettare, il vino non esisteva ancora, entrò nel giardino di Zeus e appesantito com’era si addormentò.
Allora Penia, meditando nella sua indigenza di avere un figlio da Poros, gli si distese accanto e concepì Eros. Ed è per questo che Eros è divenuto seguace e ministro di Afrodite, in quanto fu concepito nel giorno della sua nascita e nel contempo è per sua natura amante del bello.
Perciò in quanto figlio di Poros e di Penia, Eros si trova in questa condizione: in primo luogo è sempre povero e tutt’altro che tenero e bello, come invece ritengono i più, anzi è molto aspro, incolto, sempre scalzo e senza casa, e si sdraia sulla terra nuda, dormendo all’aperto davanti alle porte e per le strade secondo la natura di sua madre, e sempre accompagnato dall’indigenza. Invece da parte di padre insidia i belli e i virtuosi, in quanto è coraggioso e ardito e veemente, e cacciatore astuto, sempre pronto a tessere intrighi, avido di sapienza, ricco di risorse, e per tutta la vita innamorato del sapere, mago ingegnoso e incantatore e sofista. E la sua natura non è di un immortale né mortale.
Così Eros non è bello e non è neanche buono, ma un qualcosa di mezzo tra bello e brutto, tra buono e cattivo, tra mortale e immortale, un essere intermedio, un dèmone sempre inquieto, tra il divino e l’umano, quel demone che ognuno porta dentro di sé amando.
Quindi il sentiero filosofico-erotico intrecciato col mondo dell’arte, sviluppa l’idea dell’Amore, Eros come forma di conoscenza, che diventa un metodo esprimibile e rappresentabile attraverso il pensiero del filosofo e la mano del singolo artista.
Il metodo dell’amore platonico, per noi Eros e Logos amore e pensiero cioè Eroticamente, è un metodo universale poiché ci innalza fino ad un punto di vista dal quale osserviamo senza pregiudizi tutto ciò che è. E contemporaneamente è l’istinto attivo che ci spinge alla conoscenza verso l’ignoto e verso ciò che ci manca e al contempo, sotto la nostra responsabilità, ci eleva al di sopra della nostra condizione mortale. Così la visione erotica del mondo intrecciandosi con quella artistica in perfetto equilibrio disvelano all’uomo ciò che desidera nel suo abitare il tempo.

Filippo Rolla
         
ARTISTI PARTECIPANTI

Adrastea, Mary Jo Anderson, Oliviero Bertolaso, Luigi Biagini, Andrea Bonzagni, William Ernest Brown, Lella Cervia, Barbara Colombo, Mattia Dall’Alba, Marco De Rosa, Maria Teresa Demma, Giulia Di Santo, Michael Esbin, Anibal Ferreria, Novello Finotti, Mario Fruendi, Andretta Gemignani, Morgana Orsetta Ghini, Tony Lamanna, Susan Loewenherz, Holly Maniak, Tamara Marino, Gelso Nero, Stefanie Oberneder, Yoshin Ogata, Giuliano Orlandi, Pietro Petacchi, Graziano Pompili, Anja Raetz, Silvio Santini, Francesco Siani, Julio Silva, Dominique Stroobant, Manzen Yabe, Laura Zanni, Smail Zizi.

Organizzazione: Associazione culturale Artage e Laboratorio di Scultura SGF - Torano
www.sgfscultura.com
Curatore: Filippo Rolla
Disegno: Susan Loewenherz
Sede espositiva: Laboratorio di scultura SGF -  Via Carriona 47, Torano - Carrara (Ms)
Inaugurazione esclusivamente su invito sabato 1 Agosto 2009 ore 21.30
Apertura al pubblico  da lunedì 3 a domenica 9 Agosto 2009 orario 21.00 / 23.00

Michele Chiossi “Ikonik” - galleria EFFE65, Carrara.

 

L’artista, esponente di una giovane generazione che rinnova la scultura nel linguaggio, nei contenuti, e nei materiali, primo fra tutti il marmo; noto per i suoi still lives sul mondo contemporaneo, registra in ogni suo lavoro tematiche e soggetti che appartengono al nostro quotidiano. Fino al 25 agosto, galleria EFFE65 a Carrara.

www.F65.it è lieta di annunciare che Sabato 25 luglio, dalle ore 19 presenterà, all’interno del suo spazio, un vero innovativo concept store curato da Francesca Bufalini e Rossana Mazzi, realizzato in un campo da tennis coperto, all’interno di un grande piazzale di blocchi e lastre di marmo, travertini e graniti, fra pezzi di design classico e di importanti pezzi vintage dei maestri dell’architettura, una mostra di scultura. La mostra, organizzata in collaborazione con la Galleria Susanna Orlando di Forte dei Marmi, è IKONIK, una personale di Michele Chiossi. L’artista, esponente di una giovane generazione che rinnova la scultura nel linguaggio, nei contenuti, e nei materiali, primo fra tutti il marmo; noto per i suoi still lives sul mondo contemporaneo, registra in ogni suo lavoro tematiche e soggetti che appartengono al nostro quotidiano. Continui focus sul nostro modo di vivere e sui nostri consumi, e le opere selezionate per questo progetto hanno rappresentato elementi e simboli che appartengono a un codice espressivo visuale, divenendo icone della comunicazione, mentre ogni opera diviene così icona di un pensiero e di un messaggio. Infatti ognuna delle sculture presenti ha in sé simboli e immagini semantiche: da quello della pace, al cuore, dalla a cerchiata, al “meneki neko”, il gattino giapponese della fortuna che l’artista ha inciso sulla scatola del packaging del cibo d’asporto, divenuto espressione della cultura alimentare del take away. Fra le opere presenti: Love Legend, un bassorilievo luminoso, realizzato con tealights in resina e neon, un omaggio a John Lennon, dove il simbolo della pace, il CND è presente nella O della scritta love, rafforzando così la filosofia del “peace&love” professata da Lennon e da tutta la sua generazione. Imagine Art, un marmoreo pins, la spilletta manifesto, dallo spirito propagandistico, è un tributo a Yoko Ono, dove la A di Art è rappresentata dalla A cerchiata dell’anarchia, dove i dichiararti sogni (Dreams) e l’immaginare (Image) di Yoko Ono sono riaffermati e si assommano all’utopica idea di un’arte sempre e solo “anarchicamente” libera. In occasione dell’opening, alle ore 21, su una grande lastra di marmo, a ricreare una suggestiva Piazza italiana, sarà proiettato il Video “Omaggio a A e B”, un video che sul problema della fame nel mondo, sulle migrazioni, sulla ricerca del cibo, è anche un esplicito omaggio a Boetti e alle sue mappe.

28.07.2009

Fonte della notizia: www.intoscana.it

21 x 36. Ventuno artisti per trentasei libri - Carrara - dal 1 agosto al 30 settembre 2009, SAKROS - viale Domenico Zaccagna 6.

Nanni Balestrini e Mimmo Paladino, Viaggio, 2007

 

Ventuno artisti per trentasei libri è l’idea portante della mostra di libri d’artista e libri oggetto voluta da SAKROS arte contemporanea di Carrara, che ha inteso portare nella città toscana questo particolare linguaggio dell’arte, e dalla galleria IL GABBIANO arte contemporanea della Spezia, che da anni se ne occupa con mostre e pubblicazioni.
Fernando Andolcetti, Nanni Balestrini, Mirella Bentivoglio, Alighiero Boetti, Sergio Borrini, Emma Caprini, César, Cosimo Cimino, Mario Commone, Delio Gennai, Paolo Icaro, Maria Lai, Mauro Manfredi, Cesare Nardi, Nadia Nava, Mimmo Paladino, Giuseppe Pellegrino, Takako Saito, Caterina Sbrana, Franca Sonnino, Emilio Villa
vernissage: 1 agosto 2009. ore 21.30

Ventuno artisti per trentasei libri è l’idea portante della mostra di libri d’artista e libri oggetto voluta da SAKROS arte contemporanea di Carrara, che ha inteso portare nella città toscana questo particolare linguaggio dell’arte, e dalla galleria IL GABBIANO arte contemporanea della Spezia, che da anni se ne occupa con mostre e pubblicazioni.
Gli artisti invitati e selezionati, eterogenei per provenienza, età, linguaggi, storia e produzione artistica, presentano opere che affrontano il linguaggio del libro d’artista e oggetto esplicando per l’appunto questa duplice, ma nello spesso tempo multipla, maniera di elaborazione e creazione artistica, che ha come idea di partenza il libro già nelle sue molteplici possibilità di forma e contenuto.
La mostra, dopo la prima tappa toscana, sarà allestita in seguito nel nuovo spazio della galleria IL GABBIANO della Spezia e in quelli del Museo Nuova Era di Bari.
Catalogo in galleria, edito da SAKROS arte contemporanea, Carrara e IL GABBIANO arte contemporanea, La Spezia | con testo storico di Lara Conte, Università degli Studi di Pisa e la riproduzione b/n delle opere in mostra.

SAKROS
Viale Domenico Zaccagna 6 (54033)
+39 0585043007 , +39 058552695 (fax)
info@sakros.com 
www.sakros.com
email: marioacom@libero.it  
orario: martedì–giovedì 18–20 e su appuntamento | dal 9/08/09 al 30/08/09 solo su appuntamento

Fonte della notizia: www.exibart.com

The greatest hit – Colpire il tempo Gum studio presenta il lavoro di Andrea Galiazzo, Martino Genchi, Emiliano Pistacchi, Gianandrea Poletta, Andrea De Stefani - Via Apuana 3, Carrara - dal 1 al 31 agosto 2009

 

Esistono materiali che per la loro infinita potenza continuano a colpirci. Grazie alla loro fossilizzazione, e agli oggetti di pietra che si sono conservati, essi sono destinati a rimanere per l’eternità un’unità di misura del tempo.
Come colpiti dagli occhi di Medusa, il fascino della memoria si è rinnovato trasformando tutto il mondo in pietra lasciando immobile il passaggio delle ere. Tuttavia nella condizione di immobilità dell’attimo presente, possiamo colpire e modificare il senso e il limite delle cose.
Nello spazio di gum a Carrara il primo di agosto 2009, aprirà la mostra “The greatest hit – colpire il tempo”.
Invitati a riflettere sulla lavorazione della pietra, gli interventi proposti da Gianandrea Poletta, Martino Genchi, Andrea De Stefani, Andrea Galiazzo ed Emiliano Pistacchi inseguono una nozione che si distacca dalle aspettative classiche.
I giovani artisti si ritrovano nella condizione di confrontare lo spazio della galleria e della città in solo cinque giorni dall’apertura della mostra. Le loro opere svelando una tensione verso il presente colpiscono un valore temporale della scultura.
 
Gum studio presenta il lavoro di Andrea De Stefani, Andrea Galiazzo, Martino Genchi, Emiliano Pistacchi, Gianandrea Poletta

vernissage: 1 agosto 2009. h 21.00

GUM STUDIO
Via Apuana 3 (54033)
+39 3407702569 
gumstudio@gmail.com
orario: aperto: 2,8,9,15,16 Agosto 2009 ore 18:00-20:00 restanti giorni fino al 30 agosto solo su appuntamento

Fonte della notizia: www.exibart.com

CartaCanta a cura di Giulia Arvonio - Ex Macelleria, Pontremoli - via Giuseppe Garibaldi 27 - dal 27 luglio al 4 agosto 2009

  

Un’opera di Carmelo Violi

 

L’esposizione raccoglie le opere di artisti italiani e svizzeri dalle diverse matrici culturali e stilistiche, che nella carta hanno trovato un valido supporto espressivo su cui dipingere, disegnare, stampare, comunicare, interagire con il pubblico..
 Alberto Casiraghy, Angela Colombo, Sara di Calogero, Pietro Diana, Agostino Gallina, Adriano Moneghetti, Renè Pascal, Ercan Richter, Giampaolo Russo, Saul Steinberg, Paulo Vaz Pato, Carmelo Violi, Alex Zwalen

Si inaugura lunedì 27 luglio nella Galleria ex-macelleria di Pontremoli la mostra dal titolo CartaCanta. L’esposizione raccoglie le opere di artisti italiani e svizzeri dalle diverse matrici culturali e stilistiche, che nella carta hanno trovato un valido supporto espressivo su cui dipingere, disegnare, stampare, comunicare, interagire con il pubblico..

Lo spazio del foglio di carta, da sempre è luogo di comunicazione per immagini, segni e scritture, veicolo di trasmissione dei saperi.

La trasmissione dei saperi ha mezzi ormai estremamente potenti e veloci, la trasmissione del sapere è forse tornata alla sua fase primigenia, quella orale. Di oralità si parla nel momento in cui si fa fede ad una ricezione delle informazioni e delle nozioni che passa sempre più spesso attraverso mezzi che sono virtuali, mediatici, schematici, veloci e immateriali.

Nella mostra si evidenzia l’interesse per una piccola sfaccettatura della struttura libro. Una componente che rende quell’oggetto diverso dalla trasmissione dei saperi di oggi. Ciò che è il più semplice mezzo d’espressione per l’artista, da sempre: la carta. Questo significa riconoscere nel mezzo una componente comune alla storia e ai confini geografici: la componente comunicativa. Da questo presupposto partono le ragioni della mostra. Lo spazio bianco e non, del supporto cartaceo ritorna ad essere per questi artisti, luogo privilegiato in cui esprimersi o semplicemente comunicare a distanza come fece nel 1946 Saul Steinberg indirizzando il suo saluto all’amico Bruno Munari. La carta dunque diviene luogo per annotare pensieri, immagini, racconti evocativi, supporto che prende parte della vita di questi artisti documentandone l’esistenza. (Moneghetti / Violi) 
 

vernissage: 27 luglio 2009. ore 19-21
catalogo: in galleria.  
email: giuliaarvonio@hotmail.it 
 
Fonte della notizia: www.exibart.com

Next Page →